L’Ue e il mini-vertice della speranza di esserci. Intanto funzionari ucraini, russi e americani si incontreranno in Arabia Saudita
Ma davvero serviva la strigliata del vicepresidente degli Usa, J.D.Vance, al vertice di Monaco per capire che c’è bisogno in Ue di correre al più presto ai ripari? La risposta, tuttavia, non è quella del vertice ristretto e informale che il presidente francese, Emanuel Macron, ha convocato oggi per fronteggiare «l’accelerazione» dell’amministrazione americana sul dossier Ucraina. Veniamo ai fatti: dalle 16.00 all’Eliseo i leader delle principali potenze europee, i vertici dell’UE e il segretario generale della Nato, Mark Rutte, sono in riunione informale d’urgenza con l’obiettivo di elaborare un piano d’azione comune europeo per i negoziati di pace in Ucraina. Oltre a Macron e Rutte, a confrontarsi sono i capi di governo di Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca, insieme a von der Leyen e Costa. Ricordiamo, però, che l’Ue è composta da 27 Paesi ed è, evidentemente, un problema. Sì, perché la formula, riunione informale ristretta, serve nelle intenzioni di Macron a garantire una risposta il più possibile agile e unitaria a Donald Trump e stabilire cosa potrà fare l’Europa per non essere tagliata fuori dai negoziati di pace sull’Ucraina. Successivamente, si potranno «riunire tutti i partner interessati alla pace e alla sicurezza in Europa», ha fatto sapere la Commissione europea. A decidere e a realizzare dalle parti di Bruxelles ci si mette tanto, troppo, soprattutto quando ci si deve confrontare con il decisionismo Usa o con il dirigismo cinese. È davvero ciò che serve la riunione informale di oggi? Sicuramente sì a Macron, per ritagliarsi un ruolo in Ue e in patria, dove, una dopo l’altra, continua a collezionare sonore sconfitte.
La precisazione: «Incontro Parigi non pensato per escludere altri Paesi»
Lo afferma un portavoce della Commissione europea durante il briefing giornaliero con la stampa, in merito al summit d’emergenza a Parigi sull’Europa e la difesa, in corso oggi. Si sono alzate critiche sul formato ristretto del summit, definito «informale» dall’Eliseo. «Questo incontro rappresenta un punto di partenza significativo», ha puntualizzato il portavoce