Corsa a due per acquisire gli stabilimenti siderurgici: le richieste del sindacato
La corsa per acquisire gli ex stabilimenti Ilva si è ridotta a due, stando anche alle comunicazioni ufficiali giunte dai commissari straordinari che stanno seguendo la partita sotto l’aspetto amministrativo. In campo, sono rimasti due gruppi internazionali molto attivi sul versante della produzione siderurgica, l’azera Baku e l’indiana Jindal. Di per sé, entrambi i soggetti hanno alle spalle le potenzialità economiche per assicurare il rilancio della produzione di acciaio nel nostro Paese, come pure le conoscenze tecniche necessarie. Ciò che, però, serve è la garanzia della volontà di investire per rendere centrale il nostro Paese. Ed è questa la richiesta che le federazioni di categoria dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno formulato in più occasioni, con l’Ugl che, proprio in queste ore, è anche tornata a chiedere a Palazzo Chigi di farsi garante. Del resto, il governo e il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, sono ormai in campo da diverso tempo, per cui l’impegno è confermato. Contemporaneamente, insieme con i sindacati di categoria, si sono fatte sentire anche le aziende dell’indotto che, in questi anni, hanno subito le conseguenze negative della profonda crisi che ha investito l’ex Ilva. Una preoccupazione che riguarda direttamente la tenuta occupazionale di centinaia di piccole e medie imprese con migliaia di addetti in diverse regioni d’Italia.