L’assegno di inclusione ha sostituito il reddito di cittadinanza da gennaio 2024
Sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è stato appena pubblicato il secondo report sullo stato di attuazione dell’assegno di inclusione e del supporto per la formazione e il lavoro. il documento è molto interessante, in quanto offre il rendiconto di un anno di attività. L’assegno di inclusione ha infatti sostituito il reddito di cittadinanza con decorrenza 1° gennaio 2024, mentre per la sola parte relativa all’attivazione delle persone in età lavorativa l’entrata in vigore era stata anticipata di tre mesi. L’assegno di inclusione è una misura nazionale, unica quindi su tutto il territorio nazionale, finalizzata al contrasto della povertà, della fragilità e dell’esclusione sociale delle fasce più deboli della società. Per l’accesso a tale strumento, la persona richiedente deve essere in possesso di alcuni requisiti: residenza, cittadinanza e soggiorno, prova dei mezzi (valutata per mezzo dell’Isee), situazione reddituale, adesione ad un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. Per l’accesso all’assegno di inclusione, nel nucleo devono presentarsi almeno una delle seguenti condizioni: disabilità come definita ai fini Isee; presenza di uno o più minorenni; almeno 60 anni di età; condizioni di svantaggio certificato dalla pubblica amministrazione, con inserimento nei programmi di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali. È possibile che vi sia la presenza contemporanea di più requisiti nella stessa persona, ad esempio minore età e disabilità.