Aliquota di vantaggio sui contratti di produttività, ma anche 5mila euro per l’abitazione

La legge di bilancio per l’anno in corso ha introdotto nuove opportunità per valorizzare il welfare all’interno dei luoghi di lavoro, con l’annessa questione del potenziamento della contrattazione collettiva nelle aziende. Oltre alla proroga dell’aliquota di vantaggio sui contratti di produttività, fissata per i prossimi tre anni al 5%, l’attenzione del governo, venendo incontro alle richieste di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, si è concentrata sui cosiddetti fringe benefit, vale a dire quei benefici, in denaro o in beni, che il datore eroga ai propri dipendenti in forza di un contratto collettivo, pure aziendale, o, piuttosto, in maniera volontaria. Su quest’ultimo versante, la legge di bilancio prevede una conferma ed una importante novità. La conferma rimanda alla previsione della doppia soglia di esenzione fiscale maggiorata, di mille e di 2mila euro, rispettivamente per i lavoratori senza figli e con figli, in luogo di quella più bassa, 258 euro, prevista in maniera ordinaria nel testo unico sulla tassazione dei redditi. La misura vale per tre anni, cosa che permetterà al datore di lavoro e ai sindacati di definire percorsi di welfare ad hoc. La novità è l’introduzione di una specifica esenzione riservata ai neo assunti che, proprio per effetto dell’assunzione, sono costretti a spostare la residenza. In questo caso, la soglia di esenzione sale a 5mila euro per due anni per le spese di abitazione.