Zelensky: «No a un accordo fatto senza di noi»
Il colloquio telefonico di ieri tra Donald Trump e Vladimir Putin imprime ora un’accelerazione sulle negoziazioni per una possibile fine della guerra in Ucraina. Secondo il Cremlino «c’è la necessità di organizzare questo incontro presto». «I leader – ha dichiarato il portavoce Dmitri Peskov, secondo quanto riportato dalle agenzie russe – hanno molto di cui parlare. Ci sono molte questioni in agenda che sono state brevemente citate nel colloquio telefonico di ieri». Dopo il contatto con Putin, Trump ha avuto poi un colloquio con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, il quale ha definito «significativa» la telefonata con l’inquilino della Casa Bianca. Tuttavia, nelle ultime ore, come riportato dai media internazionali, Zelensky ha anche puntualizzato che Kiev non accetterà un accordo «fatto senza di noi». Dal lato Nato ed UE si osserva invece una fase di attesa. «Vediamo come la situazione ora evolve passo dopo passo, l’Ucraina deve essere coinvolta nei negoziati di pace», ha sostenuto il segretario generale della Nato, Mark Rutte. In una conversazione con Politico, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha respinto l’idea di una «pace imposta» all’Ucraina. Ma gli Stati Uniti assicurano che «non è un tradimento». A dirlo, oggi, è stato il segretario della Difesa, Pete Hegseth, prima di una riunione della Nato a Bruxelles. «È il miglior negoziatore del pianeta, solo lui può portare le potenze al tavolo», ha aggiunto Hegseth in riferimento a Trump, aggiungendo che Washington riconosce «gli sforzi» compiuti dagli europei nell’ambito del conflitto tra Russia e Ucraina.