Presente alla riunione anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga: «Sbagliato cercare il consenso immediato»

Vertice di governo a Palazzo Chigi, oggi, focalizzato sul dossier sanità. Tanti i temi sul tavolo, dal Servizio sanitario nazionale all’annosa questione delle liste d’attesa. All’incontro, durato all’incirca due ore, hanno partecipato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro della Sanità Orazio Schillaci e quello dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Presente anche il presidente della Conferenza delle Regioni (e presidente del Friuli Venezia Giuli), Massimiliano Fedriga. Al centro della riunione, hanno riferito diverse fonti, anche la riforma relativa ai medici di famiglia. Su questo tema in particolare, aveva anticipato ieri il ministro Schillaci a margine del convegno “Sostenibilità in radiologia: ricerca, innovazione e responsabilità”, «stiamo discutendo con le Regioni, ancora non c’è una posizione unitaria». «Penso sia fondamentale – aveva quindi aggiunto – avere i medici di medicina generale dentro le Case della comunità se vogliamo che la medicina territoriale parta. Non abbiamo alcuna preclusione rispetto a quelle che sono alcune delle richieste che hanno avanzato». Lasciando Palazzo Chigi al termine del vertice, come riportato dall’agenzia Ansa, Federiga ha sottolineato invece che sulla sanità «o governiamo con la consapevolezza di quello che consegniamo, o governiamo con la volontà semplicemente del consenso immediato. Questo sarebbe sbagliato. Dobbiamo raccontare ai cittadini come stanno le cose e raccontare la verità. Noi dobbiamo avere una consapevolezza: quello che si fa oggi lo vedremo nei prossimi anni, non nei prossimi mesi». «Era solo una discussione generale per fare il punto della situazione – ha quindi spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni –, non si è arrivati a nessuna conclusione, c’è stato solo l’inquadramento generale della situazione. Ci sono più priorità. Ovviamente abbiamo la grande sfida delle liste d’attesa, quella dei pronto soccorso, dell’emergenza-urgenza, la sfida dell’attrattività di alcune specializzazioni. Il tema sicuramente è grande. Adesso ci confronteremo anche all’interno della Conferenza e successivamente con il governo».