di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Sono parole importanti quelle che oggi il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha pronunciato in merito al lavoro, al sindacato e alla partecipazione dei lavoratori. Come dichiarato più volte anche dalle colonne de La Meta Serale, e non solo, l’UGL è da sempre convinta della necessità per il nostro Paese di voltare pagina e aprirsi al cambiamento, intento che sta favorendo anche con importanti progetti editoriali, come il bimestrale Pagine Libere. È per questa ragione che l’UGL ha scelto di appoggiare la Cisl nella sua battaglia per il varo della legge sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte e agli utili dell’impresa, in via di approvazione in Parlamento. Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, al quale mi lega un rapporto leale e cordiale, si appresta in queste ore a lasciare la guida del sindacato, visto che domani, 12 febbraio, è stato convocato il Consiglio Generale per eleggere il nuovo segretario generale, che sarà Daniela Fumarola, con la quale ci auguriamo di continuare a collaborare per il bene di tutti i lavoratori e della nostra Nazione.
È evidente che tutto sta cambiando e il sindacato non può restare indietro. Abbiamo, avremo, a breve una legge sulla partecipazione. Il monolite della triplice, di fatto, non esiste più, perché si sono affermate due visioni: quella estremamente conflittuale, principalmente di Cgil e Uil, da una parte, e, dall’altra, quella collaborativa, partecipativa, che hanno saputo incarnare Ugl e Cisl, impegnate a cercare soluzioni e a superare i conflitti. Gli atteggiamenti di chiusura, legati ad approcci politici e ideologici, non sono favorevoli né al lavoro né all’impresa.
Ma non basta: oggi c’è una premier donna che sostiene, a chiare lettere, sia venuto il momento di rifondare la dinamica tra imprese e lavoro superando la «tossica» visione conflittuale che nel mondo del sindacato qualcuno continua a sostenere, che bisogna gettare le fondamenta di una nuova alleanza tra datore di lavoro e lavoratori, che bisogna promuovere la partecipazione dei lavoratori al destino della propria impresa.
La rivoluzione culturale, dunque, è in atto e l’Ugl è pronta – a dire il vero lo era da tanto tempo – a cogliere, a interpretare il cambiamento, perché, come detto, sempre da Meloni, nel ribadire l’importanza che il governo attribuisce al confronto con settori produttivi, territori, lavoratori e imprese, il miglior interlocutore è quello che non ha accondiscendenza e nemmeno pregiudizi, che sa guardare al merito con onestà e che grazie a tutto questo rende possibile il confronto.
Un’etica, prima ancora che un modo di fare sindacato, che l’Ugl ha sempre predicato e incarnato in ogni circostanza. Sentiamoci, dunque, fieri di ciò che siamo, di ciò che siamo stati e di ciò che saremo, visto che la nostra Organizzazione sindacale si appresta a celebrare, il 24 marzo prossimo, i suoi 75 anni di storia.