Offerta e domanda di lavoro sempre più disallineate
È soltanto l’ultimo di una lunga serie: l’allarme di Confcommercio su 258mila lavoratori «introvabili» nel 2025 per commercio, ristorazione e alloggio dimostra quanto il fenomeno del mismatch, il disallineamento, tra domanda e offerta di lavoro sia in crescita (+4%.)
Confcommercio parla di «emergenza», che riguarda tutto il settore che «si trova a dover fronteggiare una carenza di figure professionali chiave, come commessi specializzati (moda e abbigliamento) e lavoratori con competenze specifiche in ambito alimentare (macellai, gastronomi e addetti alla vendita di pesce). Nella ristorazione, mancano camerieri, barman, cuochi, pizzaioli e gelatai, mentre nelle strutture ricettive si registra una scarsità di cuochi, camerieri e addetti alla pulizia e al riassetto delle camere». Per l’associazione, le cause sono molteplici: il calo demografico, cambiamenti nelle preferenze occupazionali, la crescente difficoltà nel trovare lavoratori con il giusto mix di conoscenze, abilità e competenze, e minore disponibilità alla mobilità territoriale.
La grande impresa, a sua volta, non ride. Dall’Indagine Confindustria sul lavoro 2024, presentata a dicembre scorso, è emerso che più di due terzi delle imprese italiane segnalano difficoltà nel trovare le competenze necessarie per le proprie attività, con criticità particolarmente evidenti nel reperimento di profili tecnici (per il 69,2% delle aziende) e di personale con mansioni manuali a livello nazionale dal 47,2% e dal 58,9% in quello industriale. Le difficoltà appaiono meno significative, invece, in relazione alle competenze trasversali, segnalate dal 16,5% delle imprese, e a quelle manageriali, indicate dall’8,3%. Formazione e contrattazione sono le uniche risposte.