di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Di violenza ce n’è fin troppa e non risparmia nessuno, neanche coloro che, a vario titolo, rappresentano le istituzioni e lo Stato. Possiamo iniziare dal caso dai due poliziotti rimasti feriti, ieri, nella gravissima aggressione avvenuta presso la stazione di servizio di Viverone Sud, sulla bretella autostradale Ivrea-Santhià a Torino, perché presi a martellate dal conducente di un veicolo; possiamo proseguire con quanto accaduto oggi e denunciato dall’UGL Salute, a Palermo, dove due membri dell’equipaggio di un’autoambulanza, che stavano cercando di rianimare un cittadino, sono stati colpiti con calci e pugni da due parenti dell’assistito, soltanto l’ennesimo episodio tra innumerevoli. Di fronte alle continue aggressioni nei confronti del personale ferroviario, è da segnalare la campagna fortemente voluta da UGL Ferrovieri e dalle altre sigle sindacali, dal titolo «La violenza non prende il treno», mirata a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su un problema sociale sempre più grave e diffuso.
Può sembrare paradossale, ma è necessario sensibilizzare sia le aziende a prendere adeguati provvedimenti sia lo Stato a instaurare controlli più capillari sia gli utenti per la loro incolumità, ma anche per far comprendere loro quanto il personale sia sotto pressione, al punto da doversi difendere dalle stesse persone alle quali l’attività che svolge è rivolta; attività che, trattandosi di servizio pubblico, non può essere in alcun modo interrotta, se non in determinati casi previsti e regolati dalla legge. Vi è il rischio che il costante flusso di episodi e di notizie di violenze perpetrate verso chi sta compiendo il proprio dovere – fenomeno che unisce purtroppo tutto il Paese – possa dare luogo ad una forma di assuefazione.
Per quanto riguarda le forze dell’ordine, il loro essere costantemente a rischio, anche per mano di comuni cittadini, pone a rischio la sicurezza di tutti. Diventa più difficile garantirla se, secondo i dati dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale (Asaps), nel 2024 sono state 2.700 le aggressioni fisiche agli agenti su strada.
Non basta esprimere a tutti la nostra sentita quanto dovuta solidarietà. È inaccettabile che episodi di tale brutalità continuino a verificarsi. Bisogna agire. Il nostro pensiero va ai poliziotti feriti, ai loro familiari e ai colleghi che, con dedizione e professionalità, continuano a operare in un contesto sempre più complesso e pericoloso. Così come a tutto il personale del trasporto pubblico e della Sanità che, nell’espletare attività essenziali per la vita di tutti e delle nostre comunità, piccole, medie o grandi che siano, si ritrovano a fare da parafulmine al disagio, al malcontento e, troppo spesso, al crimine o alla mentalità criminale pericolosamente diffusa nel nostro Paese.