La locomotiva d’Europa a un bivio

A poco più di due settimane dalle elezioni legislative in Germania, l’unica occasione per rimettere in carreggiata politicamente e economicamente il Paese, diverse incognite si addensano intorno alla locomotiva d’Europa. Dai media tedeschi, si è venuto a sapere che i negoziati all’interno del governo tedesco per approvare un nuovo pacchetto di aiuti militari da inviare all’Ucraina del valore di circa tre miliardi di euro sarebbero falliti. Stallo che ha portato il ministro dell’Economia e candidato cancelliere dei Verdi, Robert Habeck, a proporre, per il periodo di transizione successivo alle elezioni federali del 23 febbraio, al leader dell’Unione democratica (Cdu) Friedrich Merz e all’attuale cancelliere Olaf Scholz di «stipulare un patto affinché la Germania non rimanga troppo a lungo in uno stallo politico prima che venga formato il nuovo governo». Infatti, anche se le coalizioni possibili dipenderanno dai quattro partiti centristi – CDU/CSU, SPD, FDP e Verdi – secondo un’analisi dei loro programmi elettorali resta comunque una distanza tra loro e quindi anche la difficoltà, già dimostrata, a governare insieme, indipendentemente dalla maggioranza che si delineerà dopo il voto. Da un punto di vista economico, nel 2024 le esportazioni tedesche sono calate dell’1% rispetto all’anno precedente, mentre a dicembre la produzione industriale è calata del 2,4 per cento rispetto al mese precedente. E poi c’è “l’incognita” per antonomasia, Alternative für Deutschland, che con il suo 20-22% di consensi diventa il secondo partito più forte dopo i cristiano-democratici di centro-destra, ma con cui non si alleerà il partito conservatore, dato per favorito. Fatto che costringerebbe a riproporre una coalizione semaforo, la stessa che il 16 dicembre scorso ha dovuto ammettere il proprio fallimento.