Lo stima il rapporto “La salute mentale come motore della crescita socio-economica dell’Italia”, realizzato da Angelini Pharma
Tra i Paesi europei ad alto reddito, l’Italia si posiziona penultima per investimenti nella salute mentale, con una spesa sanitaria dedicata che si attesta al 3,4% del budget totale. Tale dato emerge dal rapporto “La salute mentale come motore della crescita socio-economica dell’Italia”, realizzato da Angelini Pharma in collaborazione con The European House – Ambrosetti e presentato al ministero della Salute. Il rapporto evidenzia come un incremento di spesa sanitaria dell’1,6% a favore della salute mentale, portando l’Italia a raggiungere la soglia del 5%, genererebbe benefici economici diretti e indiretti per il Paese stimati in 10,4 miliardi di euro. L’analisi sottolinea che i disturbi mentali rappresentano un costo significativo per l’Italia, quantificato in 20 miliardi di euro annui, pari al 3,3% del Prodotto interno lordo, con perdite complessive che superano i 63 miliardi di euro a causa della riduzione della produttività, dell’assenteismo e della disoccupazione di lunga durata. Investire maggiori risorse nell’assistenza sanitaria mentale si configura come un’opportunità per ottenere rilevanti benefici economici, tra cui la diminuzione dei ricoveri ospedalieri, una gestione più efficace dei disturbi mentali e un impatto positivo sul mercato del lavoro. Il report suggerisce che un investimento supplementare di 9,1 miliardi di euro annui in Italia potrebbe generare risparmi diretti per i sistemi sanitari e sociali pari a 29,6 miliardi di euro, nonché risparmi indiretti per l’economia italiana di 13,7 miliardi di euro, per un totale di 43,3 miliardi.