«L’immigrazione non può essere lasciata in balia della criminalità. Continueremo a lavorare per ristabilire regole serie e legalità»
«Conferma ancora una volta quanto denunciato dal governo: per anni, la gestione dei flussi migratori è stata terreno fertile per criminali senza scrupoli». Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commenta così l’inchiesta della Dda, Direzione distrettuale antimafia, di Salerno che ha portato a 36 indagati e svelato oltre duemila richieste false di permessi di soggiorno. «L’immigrazione non può essere lasciata in balia della criminalità. Continueremo a lavorare per ristabilire regole serie e legalità», aggiunge il premier, annunciando «un esposto all’Antimafia per fare luce sulle troppe anomalie di questo sistema», oltre al rafforzamento dei «controlli per impedire che le quote di ingresso regolari finiscano nelle mani di chi sfrutta l’immigrazione per fare affari». Il contrasto all’immigrazione irregolare è tra gli obiettivi principali dell’azione di governo. Un punto ribadito in più occasioni negli ultimi giorni – «Bisogna lavorare perché ci sia immigrazione regolare, perché si possano contrastare i trafficanti di essere umani», ha detto, ad esempio, il vicepremier Antonio Tajani -, dopo che la Corte d’Appello di Roma non ha convalidato il trattenimento nel centro di Gjader, in Albania, di 43 migranti, imponendo il loro rientro al Cara, il Centro di accoglienza per i richiedenti asilo, di Bari.