L’ultima decisione della Corte d’Appello di Roma sul trasferimento di alcuni migranti in Albania ha rimesso al centro del dibattito politico il tema dei flussi migratori

«Bisogna lavorare perché ci sia immigrazione regolare, perché si possano contrastare i trafficanti di essere umani». Il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani, ricorda la linea del governo sui flussi migratori, rilanciando, in occasione del Summit internazionale sui diritti dei bambini, in Vaticano alla presenza di Papa Francesco, lo Ius Scholae. L’intervento del leader di Forza Italia arricchisce il dibattito politico degli ultimi giorni, dedicato in larga misura proprio alla questione migratoria, dopo che la Corte d’Appello di Roma non ha convalidato il trattenimento nel centro di Gjader, in Albania, di 43 migranti, imponendo il loro rientro al Cara, il Centro di accoglienza per i richiedenti asilo, di Bari. Una decisione che ha suscitato qualche perplessità tra gli esponenti delle forze che compongono la maggioranza, alcuni dei quali sono stati anche molto critici nei confronti dei giudici: «Continua l’opera di boicottaggio della magistratura italiana alle politiche di sicurezza per contrastare l’immigrazione clandestina», ha detto, ad esempio, il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. Dal governo, però, hanno fatto sapere che la politica sulla gestione dei flussi migratori non subirà modifiche. Dall’opposizione non hanno perso invece l’occasione per attaccare l’esecutivo: secondo la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, intervenuta a margine dell’incontro dei Socialisti Ue a Bruxelles, «è chiaro che è un disastro, è un fallimento, è inumano dal punto di vista del rispetto dei diritti delle persone ed è uno spreco ingente di risorse degli italiani».