Governo e maggioranza confermano, però, la volontà di dare attuazione all’articolo 46

Tempi ancora incerti per il primo passaggio parlamentare della proposta di legge in materia di partecipazione dei lavoratori. Il testo, che deriva da una iniziativa popolare intrapresa in particolare dalla Cisl, è infatti approdato in aula alla Camera dei deputati, ma lo stop alle sedute dei giorni scorsi ha prodotto uno slittamento dell’iter. Di certo, non ci si aspetta sorprese, per cui la proposta verrà approvata verosimilmente come uscita dai lavori di Commissione, come hanno confermato i diversi esponenti di governo e della maggioranza intervenuti al convegno organizzato sul tema da Fratelli d’Italia. Un convegno caratterizzato dalla presenza dei leader di Cisl e Ugl, Luigi Sbarra e Paolo Capone, e dal vice presidente di Confindustria, Maurizio Marchesini. La curiosità, arrivati a questo punto, è provare a capire cosa succederà nelle opposizioni. Se il Movimento 5 Stelle sembra trincerarsi dietro l’affermazione che il testo è stato stravolto dalla maggioranza parlamentare rispetto alla formulazione iniziale, è nel Partito democratico che si registrano i mal di pancia più forti. La posizione di chiusura espressa dai vertici è stata contestata da alcuni parlamentari. Del resto, il Partito democratico, anche se al Senato, ha eletto l’ex segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, insieme alla collega della Cgil, Susanna Camusso. Alla fine, il Partito democratico potrebbe decidere di astenersi.