Dazi Usa, Trump non risparmia nessuno. E noi? Tusk: «Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare questa stupida e inutile guerra commerciale»

Dopo aver annunciato, sabato scorso, tariffe del 25% su tutte le importazioni dal Messico e dal Canada e del 10% dalla Cina, il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che i prodotti europei saranno «molto presto» colpiti dai dazi doganali, nonostante la promessa dell’Ue di acquistare gnl e armi dagli Usa. «Si stanno davvero approfittando di noi», è la spiegazione di Trump, per il quale esiste «un deficit di 300 miliardi di dollari» tra Usa e Ue, in quanto l’Europa non acquista «le nostre auto o i nostri prodotti agricoli, quasi nulla, e noi tutti acquistiamo milioni di automobili, quantità enormi di prodotti agricoli». Non è un richiamo alla qualità quello che Trump sta introducendo nel mercato mondiale, ma alla reciprocità. Che con le leggi del mercato ha poco a che fare. I Paesi colpiti hanno già promesso contromisure e con la Cina che ha fatto notare come «le guerre commerciali non hanno vincitori». Ma solo perché, se i consumatori Usa decidessero di comprare americano, non pochi contraccolpi ci sarebbero per la Cina. E per l’Europa? I settori che più temono vanno dal farmaceutico all’automotive, dall’i-tech alla siderurgia, senza dimenticare l’agroalimentare. Secondo alcuni quotidiani, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, potrebbe svolgere il ruolo di “pontiere” tra Italia e Usa ma non subito. Nel frattempo, i 27 Capi di Stato dell’Ue si riuniscono oggi a livello informale su temi che non vertono ancora sui dazi. Insomma, la solita tempistica disallineata con la realtà, mentre le Borse di tutto il mondo hanno già reagito: mercati azionari in arretramento, il dollaro sale e così anche il prezzo del petrolio, le Borse di Tokyo e di Seul crollate quasi del 3%. Penalizzate soprattutto le case automobilistiche giapponesi e sudcoreane e i loro fornitori messicani.