Ma il Cremlino smentisce: «Informazioni false»
Secondo il New York Times, i soldati nordcoreani che si sono uniti alle truppe russe contro le forze ucraine si starebbero ritirando a causa delle ingenti perdite subite nei campi di battaglia. Il quotidiano statunitense cita funzionari ucraini e americani, secondo i quali sarebbero già due settimane che i soldati inviati da Pyongyang – circa 11 mila – al fianco dei russi non si vedono in prima linea nei combattimenti nella regione di Kursk. Il Cremlino ha risposto all New York Times, definendo – tramite il portavoce Dmitri Peskov – tali affermazioni «false». «Su questo – ha quindi dichiarato Peskov, stando alle agenzie russe – ci sono molte opinioni diverse, corrette e scorrette, false e che distorcono la realtà. Probabilmente non è appropriato per noi commentare ogni volta queste cose. Non lo faremo». Intanto, mentre Washington e Mosca sono ai preparativi per un colloquio tra Donald Trump e Vladimir Putin, sul terreno proseguono gli scontri. Quella trascorsa è stata una notte di raid russi sull’Ucraina, con le notizie che sono giunte direttamente dal presidente Volodymyr Zelensky. «Ricevo aggiornamenti ogni ora sulla situazione a Sumy – ha riferito su X –. Un edificio residenziale distrutto e nove persone uccise. Ogni attacco di questo tipo richiede una risposta da parte del mondo: il terrorismo non può rimanere impunito. La Russia deve essere costretta alla pace. La causa di questa guerra è lì, in Russia».