Il 68,3% delle domande accolte dall’Inps arriva dal Mezzogiorno, Isole comprese
Consuntivo di fine anno per l’Assegno di inclusione, lo strumento di sostegno per i singoli e i nuclei familiari in difficoltà economiche in sostituzione del Reddito di cittadinanza. Si tratta di un passaggio, non solo statistico, molto importante, in quanto arriva alla fine del primo anno di applicazione di questa misura. Nel corso del 2024, l’Inps ha accolto poco meno di 760mila domande di accesso all’Assegno di inclusione, per un totale di 1,82 milioni di individui coperti. L’importo medio è stato di 620 euro mensili per nucleo. Delle 760mila domande, poco meno di 519mila provengono dal Mezzogiorno, Isole comprese, con la sola Campania che chiude poco sopra alle 182mila istanze. In tutto il Settentrione, le istanze accolte sono state poco più di 100mila, mentre nel Centro Italia si è arrivati a quasi 140mila domande. L’altra misura, quella del Supporto per la formazione e il lavoro, ha visto, invece, 133mila istanze accolte; al 31 dicembre, le indennità in pagamento erano circa 68mila, la metà delle quali nella fascia di età compresa fra 50 e 59 anni. Nel 60% dei casi si è registrato un travaso dal Reddito di cittadinanza, mentre il 25% dei nuclei che aveva percepito il sostegno economico introdotto nel 2019 non ha successivamente presentato domanda per accedere all’Adi o al Supporto per la formazione e il lavoro, mentre nel 15% dei casi l’istanza non è stata accolta per carenza di requisiti.