Lo “show” di Hamas e Jihad islamica, l’ira di Netanyahu
Nella giornata di oggi sono stati rilasciati tre ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza. La soldatessa Agam Berger, liberata da Hamas per prima (dopo 482 giorni di prigionia) e consegnata alla Croce Rossa a Jabalia, ma condotta prima su un palco, davanti alla folla e circondata da miliziani in mimetica e armati di mitra, in favore di telecamera. Gli altri due, la ventinovenne Arbel Yehud e l’ottantenne Gadi Moses, sono stati invece liberati dalla Jihad islamica palestinese a Khan Younis, tra le principali città nel sud di Gaza, vicino alla casa di Yahya Sinwar, il leader di Hamas ucciso a ottobre scorso dall’Idf. Anche in questo caso i filmati hanno mostrato una ressa di persone, urla e fischi. Le modalità del rilascio non sono piaciute a Israele, che tramite il premier Benjamin Netanyahu ha inviato ai mediatori del Qatar un messaggio in cui tali immagini sono state definite «dell’orrore». «Considero con grande severità le scene scioccanti durante il rilascio dei nostri ostaggi», ha affermato Netanyahu in una dichiarazione. Sono stati poi rilasciati alcuni lavoratori thailandesi, anch’essi presi in ostaggio dai gruppi palestinesi, nell’ambito di un accordo separato con Bangkok. In un primo momento, alla luce di quanto accaduto, Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz «hanno ordinato di posticipare il rilascio dei terroristi palestinesi previsto per oggi», salvo poi raggiungere un accordo con le controparti, come riferito dai media locali.