Per la ministra Calderone, il sistema produttivo nazionale si mostra resiliente
Dati da interpretare con estrema attenzione. È questo il messaggio che arriva dal report mensile dell’Inps sull’andamento del ricorso agli ammortizzatori sociali nel nostro Paese. Ad una lettura superficiale, infatti, emerge l’incremento delle ore autorizzate di cassa integrazione nelle sue tre diverse forma, ordinaria, straordinaria e in deroga. Nel corso del 2024, al netto del calo nell’ultimo mese, l’Inps ha autorizzato 507 milioni di ore di ammortizzatori sociali, con un incremento di circa 30 punti percentuale rispetto all’anno precedente. Andando, però, ad analizzare i numeri emerge chiaramente un fenomeno, già segnalato in passato dalla Ugl e da altre sigle sindacali, dell’effettivo tiraggio, vale a dire il passaggio dall’autorizzazione all’utilizzo delle ore. Il dato, ancora parziale in quanto riferito al periodo gennaio-ottobre, è di un utilizzo del 24,6%, a fronte del 28,2% del 2022 e del 25,4% del 2023. È da tempo che le aziende si fanno autorizzare, in via preventiva, delle ore di ammortizzatore sociale che poi non impiegano. Secondo la ministra del lavoro, Marina Calderone, ospite ieri al convegno di Fratelli d’Italia sulla partecipazione, presenti i leader di Cisl, Luigi Sbarra, e Ugl, Paolo Capone, «i dati Inps rilevano una capacità notevole del nostro sistema produttivo dinanzi alle difficoltà che riguardano soprattutto determinati settori», come moda, auto e meccanica.