Italia-A.Saudita: partenariato strategico da circa 10 milioni di dollari

Non si tratta «semplicemente di visite di cortesia: sono occasioni che ci consentono di lavorare per risultati concreti per l’Italia». Sono parole del presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, in occasione della firma di una serie di accordi, pari a circa 10 miliardi di dollari totali, con il principe saudita, Mohammed bin Salman, che portano ad un partenariato strategico. D’altronde, «c’è un focus del governo italiano, ormai da oltre due anni, incentrato sul Mediterraneo allargato» dove «le nazioni del Golfo assumono una centralità strategica».
Non a caso Meloni l’ha definita una «nuova era» nei rapporti tra i due Paesi. Al seguito della delegazione italiana guidata dal premier, infatti, una corposa delegazione di società partecipate e imprese statali che hanno siglato importanti accordi tra memorandum d’intesa e accordi propriamente detti in vari settori: dalla formazione alla cultura, dallo scambio di know-how alle collaborazioni in settori strategici come l’aerospazio, la difesa, l’energia e la mobilità sostenibile. Leonardo, ad esempio, ha firmato un memorandum che favorirà la «collaborazione industriale» nei sistemi di «combattimento aereo e in ambito elicotteristico»; Fincantieri per la costruzione di imbarcazioni (anche civili) e la cybersicurezza applicata alle navi; in primavera produrrà pneumatici (3,5 milioni annui) una fabbrica al 25% di Pirelli e al 75% del fondo sovrano saudita (Pif); Snam con l’impresa saudita Acwa Power punta a creare una «catena di fornitura di idrogeno verde in Europa.
Poi c’è il Piano Mattei. Il governo Meloni cerca la sponda dell’Arabia Saudita per drenare risorse in progetti di interesse comune verso le Nazioni africane che l’Italia vuole aiutare con il Piano.