Ieri l’intervento del presidente Usa al World Economic Forum
Prove di dialogo, ma restano le distanze su alcuni punti. Da una parte il presidente americano, Donald Trump, che insiste sull’opportunità di un incontro con Vladimir Putin. Dall’altra il Cremlino, che ora apre e afferma che il presidente russo è «pronto» a questa eventualità. «Stiamo aspettando segnali, non appena succederà qualcosa, vi informeremo», ha dichiarato il portavoce Dmitri Peskov, stando a quanto riportato dalle agenzie russe. Intervenuto ieri a Davos, Trump ha sostenuto che, abbassando il costo del petrolio, richiesta che farà all’Arabia Saudita e all’Opec, si riuscirebbe a mettere fine alla guerra in Ucraina in tempi brevi. «Non dipende dai prezzi del petrolio – la risposta del Cremlino –. Questo conflitto avviene a causa della minaccia alla sicurezza nazionale della Federazione Russa, a causa della minaccia ai russi che vivono nei territori conosciuti e a causa della riluttanza e del completo rifiuto da parte di americani ed europei di ascoltare le preoccupazioni russe». Quanto alla possibilità che Kiev sia pronta a raggiungere un accordo – così come riferito da Trump nel suo collegamento al World Economic Forum –, Peskov ha invece risposto che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, «non può essere pronto» in quanto «per giungere a un accordo è necessario negoziare» e «Zelensky ha vietato a se stesso di negoziare per decreto». Alle parole di Peskov, si sono aggiunte quelle del viceministro degli Esteri russo, Alexander Grushko, il quale ha ribadito che la rinuncia dell’Ucraina all’adesione alla Nato è un «elemento chiave» per trovare una soluzione al conflitto.