Energia, von der Leyen: «La transizione verde continuerà». Così ha detto a chiare lettere dal Wef 2025 in corso a Davos, il forum delle élite economiche e finanziarie mondiali, von der Leyen in aperta contrapposizione a Trump e al suo atteso intervento. L’Ue si prepara allo scontro con Trump. Conviene?
Abbiamo «ancora tante sfide davanti. La transizione deve andare più velocemente, bisogna aumentare la produzione. Abbiamo bisogno di più investimenti». Sono parole della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, dal palco di Davos per il Wef 2025, espresse nel lanciare il Global Energy Transition Forum. «La buona notizia è che il mondo va più veloce che mai nella storia verso l’energia pulita». «È evidente, la transizione verde è in atto», ha puntualizzato per sottolineare la distanza dell’Europa da un altro pezzo di Occidente, gli Usa che con Donald Trump, intervenuto oggi a Davos, sono entrati nell’età dell’oro, non certo “verde”. Toni trionfali scelti non a caso, come se Donald Tusk, primo ministro polacco, intervenuto ieri nella plenaria di Strasburgo del Parlamento europeo, non avesse detto: «Nessuno mette più in discussione la protezione del clima e dell’ambiente, perché sappiamo quali conseguenze catastrofiche ci aspetteranno se non saremo abbastanza coraggiosi. Ma l’Europa non può perdere sul piano della competitività globale, non può diventare un continente di idee di persone ingenue. Se falliremo, a livello economico, nessuno si preoccuperà più dell’ambiente a livello mondiale. Quindi, vi chiedo di avere una revisione critica e oggettiva di tutta la normativa, anche del Green Deal», altrimenti rischiamo «una ulteriore impennata dei prezzi dell’energia». Sono tanti in Europa, a cominciare dai parlamentari europei italiani che, ovviamente, non militano tra le fila di Socialisti e Democratici, a pensarla come Tusk. La battaglia del governo italiano per la neutralità tecnologica, che significa uso sapiente e intelligente di tecnologie diverse, ha già anticipato gli eventi. Ciò che si sta delineando in Occidente non è un’unità di visioni. Infatti, pur ammettendo, come ha fatto il commissario europeo all’economia Valdis Dombrovskis, che «Ue e Usa sono alleati strategici» ed è «importante che le democrazie lavorino insieme», il presidente argentino Javier Milei ha denunciato nel suo intervento come nello stesso Forum l’ideologia “woke”, «cancro da estirpare» che ha conquistato Paesi, istituzioni, partiti, sia ancora presente, invocando a tal proposito «un’alleanza» con Trump, Musk e Meloni «contro la sinistra agenda woke» e per «rendere l’Occidente di nuovo grande». Ci riusciranno?
UE, Lega-Pfe: «Si faccia chiarezza su soldi a lobby green»
Così in una nota la Lega (PfE) al Parlamento europeo, esprimendo «sgomento e preoccupazione per quanto riportato dal quotidiano olandese De Telegraaf, secondo il quale l’Ue avrebbe pagato segretamente gruppi ambientalisti per promuovere i piani verdi dell’ex commissario Frans Timmermans. Se la notizia fosse confermata, sarebbe gravissimo».