di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Il ruolo dei media nel diffondere determinate conoscenze, ma anche nel promuovere una «narrazione» collettiva, ovvero una specifica visione del mondo ed una conseguente interpretazione dei fatti, è cosa nota. Per questo è importante che si trasmettano valori positivi ed idee valide, specie sui mezzi di comunicazione pubblici. E, stavolta, a questo proposito, c’è una buona notizia: dopo la fine delle riprese, avvenuta in questi giorni, arriverà sugli schermi il prossimo autunno una coproduzione Rai Fiction – Anele, una serie a puntate, tratta dai romanzi di Pasquale Sgrò, dedicata alla salute e sicurezza sul lavoro. Si intitolerà «L’altro ispettore», ed avrà come protagonista, appunto, un ispettore del lavoro, interpretato da Alessio Vassallo, che, dopo essere stato in prima linea contro il caporalato nel Sud, viene trasferito a Lucca, dove si impegna quotidianamente per verificare il rispetto dei diritti dei lavoratori. Il tutto, naturalmente, in una chiave romanzesca ed accattivante, che comprende impegni di lavoro e vicende personali. Un ispettore diverso, come suggerisce il titolo della serie, rispetto a quelli dei classici gialli che vedono protagonisti membri delle forze dell’ordine o investigatori privati. Una storia, poi, che non segue la tendenza, purtroppo frequente nella produzione televisiva e cinematografica contemporanea, di dedicarsi ad antieroi e criminali, e neppure propone, come figure positive, solo quelle di alti professionisti ed intellettuali, come altrettanto spesso avviene, dimenticando i tanti mestieri che costituiscono il cuore pulsante del tessuto sociale. È positiva, quindi, la volontà di rappresentare un ruolo poco conosciuto e non sufficientemente valorizzato, come quello dell’ispettore del lavoro, che pure ha il compito fondamentale di verificare il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori. Così come è apprezzabile il proposito di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema cruciale, la sicurezza sul lavoro, in un contesto come quello italiano in cui, purtroppo, il fenomeno delle morti bianche e degli incidenti sul lavoro continua a essere una piaga sociale. Come Ugl, abbiamo sempre sostenuto l’importanza di promuovere iniziative che diffondano una maggiore consapevolezza sul valore della prevenzione e della sicurezza, chiedendo di introdurre, ad esempio, la materia all’interno dei programmi scolastici, e questo progetto va nella giusta direzione perché riesce ad arrivare a tutto il pubblico, come forse convegni e studi, pur fondamentali per gli addetti ai lavori, non riescono a fare, parlando di un tema così importante senza rinunciare alla dimensione dell’intrattenimento. Un segnale nella giusta direzione per promuovere modelli positivi, nell’auspicio che questa serie possa contribuire a un cambiamento culturale, ricordandoci che la sicurezza sul lavoro non è solo una questione di norme, ma di civiltà.