Il riferimento è alle assenze ingiustificate che si protraggono nel tempo
L’Ispettorato nazionale del lavoro, con la sua nota 579/2025, prova a fare chiarezza su un punto del collegato Lavoro, la legge 203/2024, che era stata oggetto di importanti riflessioni durante tutto l’iter di approvazione del disegno di legge, vale a dire la questione delle dimissioni di fatto, derivanti dall’assenza del dipendente protrattasi nel tempo. Prima di affrontare la nota dell’Ispettorato, è però opportuno un passo indietro. Soprattutto dopo il Covid-19, si è notato un incremento delle dimissioni volontarie, le quali, però, di norma, non danno accesso alle diverse indennità di disoccupazione; un certo numero di dimissionati, si è successivamente scoperto, ha trovato una nuova occupazione, salvo poi farsi licenziare durante il periodo di prova, non presentandosi al lavoro, accedendo così alla Naspi. Per contrastare questo fenomeno, il governo ha quindi individuato il meccanismo introdotto con la legge 203/2024 che prevede che il datore di lavoro comunichi l’assenza ingiustificata oltre il termine previsto dal contratto collettivo applicato. L’Ispettorato nazionale del lavoro ha ora predisposto un modulo standard sul quale verranno fatte le dovute verifiche, al fine di chiarire se, effettivamente, l’assenza è da considerarsi ingiustificata o se, piuttosto, dettata da motivi di forza maggiore, come, ad esempio, un ricovero ospedaliero, che hanno impedito al lavoratore di interagire con il datore di lavoro.