Auto: l’Ue indietro su tutto, non solo sull’elettrica

Riusciranno le parole di Trump a scuotere l’attendismo della Commissione Ue in merito alle richieste di revisione del Green Deal? «Con le azioni di oggi, porremo fine al Green New Deal e revocheremo l’obbligo dei veicoli elettrici, salvando la nostra industria automobilistica e mantenendo la mia sacra promessa ai grandi lavoratori americani del settore auto». Parole solenni e chiare, mentre da Bruxelles, di fronte a continui e a diversi appelli, che vanno dalla sospensione delle multe alla revisione della tempistica del Green Deal, fino alla neutralità tecnologica, quella appunto decretata da Trump ieri, si è fondamentalmente cincischiato, nonostante gli enormi rischi di fronte al declino di una delle industrie più importanti per la crescita del Vecchio Continente. Nella sostanza, ancora non è accaduto nulla. Partirà dal 30 gennaio la prima iniziativa della nuova Commissione, cioè la “Bussola della Competitività”, che si baserà sui tre pilastri del rapporto Draghi e che dovrebbe affrontare anche la crisi evidente dell’automotive. Nel frattempo, sono già accadute e stanno accadendo molte cose: la Cina con 10 anni di anticipo, stando alle stime delle banche Ubs e Hsbc e dei centri di ricerca Morningstar e Wood Mackenize, vedrà già nel 2025 le vendite delle auto elettriche superare quelle dei veicoli a motore. Gli Usa hanno la Tesla, noi europei? «Chiuso il 2024, il 2025 si prospetta un anno ancora sfidante per l’industria automotive europea, che – ricordo – conta oltre 13 milioni di posti di lavoro nell’UE e contribuisce a circa il 7% del suo Pil, e si trova ora a dover fronteggiare profondi cambiamenti strutturali e tecnologici, quali il percorso di decarbonizzazione, la digitalizzazione, nuovi competitor e un contesto geopolitico in evoluzione. È importante intervenire quanto prima per stimolare un’inversione di tendenza ed evitare perdite sostanziali a livello di occupazione e di creazione di valore, così da preservare la competitività europea e al tempo stesso raggiungere gli obiettivi climatici garantendo una transizione equa per lavoratori ed aziende», lo ha dichiarato non un sindacalista, ma Roberto Vavassori, Presidente di Anfia, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. Cosa decideranno i nostri eroi, ma soprattutto quanto tempo ci impiegheranno?