Oggi vertice a palazzo Chigi: al vaglio l’ipotesi di presentare pochissimi emendamenti direttamente in Aula al Senato

Accelerare sul ddl Sicurezza, presentando «pochissimi emendamenti» direttamente in Aula al Senato, bypassando le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia di palazzo Madama, senza, in ogni caso, snaturare il testo, anche se l’indicazione è quella di non ignorare le indicazioni del capo dello Stato, Sergio Mattarella, su almeno cinque punti (o addirittura sei, secondo alcune indiscrezioni), a partire dal divieto di vendita delle schede sim agli immigrati irregolari. Questo è l’esito del vertice, convocato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, tra governo e maggioranza che s’è svolto questa mattina a palazzo Chigi. Presenti, tra gli altri, i ministri della Giustizia Carlo Nordio, dell’Interno Matteo Piantedosi, dei rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Esecutivo e forze di maggioranza vogliono imprimere un’accelerazione all’iter del provvedimento, dopo le tensioni e gli scontri con le forze dell’ordine che hanno caratterizzato alcune manifestazioni degli antagonisti e dei gruppi, che animano la galassia extraparlamentare di sinistra, per la morte di Ramy. Per farlo, si sta considerando l’ipotesi di bloccare la discussione in commissione, portando il testo in aula senza relatore. Così facendo, decadrebbero tutti gli emendamenti, in particolare le migliaia presentate dall’opposizione (oltre 1.500 complessivi), e sarebbe poi il governo a presentare le riformulazioni su alcuni punti.