Insediamento Trump, Meloni unico leader Ue presente. Presenti anche il presidente argentino, Javier Milei, e il vicepresidente cinese, Han Zhen
Oggi a Capitol Hill alle 18.00, ora italiana, si svolge la cerimonia di insediamento, l’Inauguration Day, di Donald Trump, in qualità di 47° presidente degli Stati Uniti. All’evento, per la prima volta in 40 anni, organizzato all’interno del Campidoglio, anziché sui gradini, per proteggersi dal freddo polare, presente il premier italiano, Giorgia Meloni, unico leader europeo a partecipare. Presenza considerata di pari importanza a quella del presidente argentino, Javier Milei, e del vicepresidente cinese, Han Zhen. Probabile un incontro riservato di Meloni con Trump e Elon Musk. Se i giornali di area progressista stigmatizzano la presenza di Meloni, per il centrodestra è il segnale e la conferma del ruolo centrale che il presidente del consiglio italiano è riuscito a conquistare con grande determinazione in questi due anni di governo. Un fatto senza dubbio positivo non solo a fronte del gap tecnologico esistente tra Usa e Ue (e Ue e Cina), che può creare non poche difficoltà e che già ha prodotto importanti riverberi, ma anche per le prospettive già annunciate da Trump e cioè rendere gli Stati Uniti «più grandi che mai», in quanto «sta per iniziare una nuova era di prosperità americana, dignità e orgoglio per riprenderci da un sistema politico fallito e corrotto». Cosa può significare tutto questo per l’Italia e per l’Europa? Intanto la richiesta ai Paesi Nato di un contributo alle spese militari pari al 5% del Pil, ma soprattutto una maggiore competitività che, con un’alleanza meno forte rispetto al passato, rischia di ampliare ulteriormente quel divario sul quale, non poi così tanti mesi fa, l’ex premier italiano, Mario Draghi, ha lanciato allarmi e rimedi, molto applauditi ma scarsamente praticati. Conviene essere amici.