834mila addetti in regola; il settore si caratterizza per una marcata presenza femminile

Lavoro domestico, in particolare da parte di cittadini italiani, in crescita, ma resta sempre molto forte l’impatto del sommerso. È questo quello che emerge dal sesto rapporto annuale dell’Osservatorio Domina, secondo il quale la spesa delle famiglie per assicurarsi i servizi di colf, badanti e baby-sitter ammonterebbe a circa 13 miliardi di euro, con un risparmio indiretto per lo Stato nell’ordine di 6 miliardi di euro. Nel complesso, gli occupati e le occupate, con versamenti regolari all’Inps, sono 834mila; tenendo conto del tasso di irregolarità, stimato a poco più del 47%, il sommerso riguarderebbe circa 740mila addetti. Numeri importanti, sui quali nelle scorse settimane si è anche soffermato il Cnel che ha prodotto un documento di analisi e proposte, al quale hanno lavorato, in particolare, i rappresentanti di Cisl e Ugl. Il documento, fra le altre cose, ha posto l’attenzione sul tema della qualificazione della figura dell’assistente familiare, in vista del decreto ministeriale con le relative linee guida. Nel lavoro domestico, continua ad essere predominante la presenza straniera, oggi al 69%, anche se in calo rispetto a dieci anni, in quanto, nel frattempo, la componente degli italiani è cresciuta di poco più di 20 punti percentuali. Il lavoro domestico si caratterizza pure la forte presenza femminile. Le donne lavoratici rappresentano infatti l’88,6% dell’intera platea.