L’esecutivo ha attivato tutti i canali possibili per liberare l’operatore umanitario detenuto in Venezuela

Governo al lavoro per risolvere il caso legato ad Alberto Trentini, cittadino italiano, operatore umanitario detenuto in Venezuela. Un caso analogo a quello di Cecilia Sala, la giornalista arrestata a Teheran e poi liberata dalle autorità iraniane, dopo giorni di trattative diplomatiche. Oggi s’è svolta una riunione a Palazzo Chigi. All’incontro hanno preso parte i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, dell’Interno, Matteo Piantedosi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, i vertici dell’Intelligence e il capo della Polizia, Vittorio Pisani. La riunione ha offerto l’occasione al ministro degli Esteri di contattare telefonicamente la madre del 45enne, alla quale ha espresso vicinanza e promesso il massimo impegno delle istituzioni. Diffondendo una nota, la Farnesina e l’Ambasciata italiana a Caracas hanno assicurato di seguire il caso «con la massima attenzione fin dall’inizio, attivando tutti i canali possibili per garantire una soluzione positiva e tempestiva». Il governo, si legge ancora nel comunicato, ribadisce la necessità di mantenere la massima discrezione da parte della stampa al fine di favorire un buon esito della vicenda.