Secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, le rilevazioni sono state 1.045. «Incremento significativo che riflette quello registrato in tutta Europa»

Nel 2024, in Italia, si è registrato un aumento dei casi di morbillo, con un totale di 1.045 segnalazioni, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). In particolare, il mese di novembre ha mostrato un incremento rispetto ai mesi precedenti.
L’analisi dei casi ha evidenziato che il 90% dei contagiati non era vaccinato, sottolineando l’importanza della vaccinazione nella prevenzione della malattia. Inoltre, circa un terzo dei casi ha sviluppato complicanze, e quasi la metà ha richiesto il ricovero ospedaliero.
L’incidenza più elevata è stata registrata nella Provincia autonoma di Bolzano (67 casi per milione abitanti) seguita dalla Sicilia (37,3/milione), dall’Abruzzo (37/milione), dal Lazio (35/milione), dall’Emilia-Romagna (31,6/milione) e dalla Liguria (29,2/milione). A livello nazionale, l’incidenza nel periodo è stata pari a 17,7 casi per milione di abitanti.
L’età media dei contagiati è stata di 30 anni, ma si sono registrati casi anche in bambini molto piccoli, sottolineando la vulnerabilità di questa fascia d’età.
«L’aumento dei casi nel 2024 è significativo, e riflette quello registrato in tutta Europa e segnalato più volte dall’Ecdc», ha detto Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss, ricordando che «il morbillo è potenzialmente pericoloso, soprattutto per i più piccoli, ma anche per gli adulti. Il vaccino, sicuro ed efficace, rimane lo strumento principale a disposizione per contrastare questa malattia».