In attesa della legge, l’azienda assegna azioni gratuite per un controvalore di 2mila euro

La partecipazione dei lavoratori torna al centro dell’attenzione, dopo l’istituzione di un fondo da 70 milioni di euro in legge di bilancio e la ripresa del confronto in sede parlamentare sulla proposta di legge unificata che poggia su quella di iniziativa popolare di attuazione dell’articolo 46 della Costituzione. Questa proposta di legge, che nasce da una mobilitazione della Cisl, è stata integrata con le altre di iniziativa parlamentare e potrà essere modificata nel dibattitto in commissione, anche sulla scorta di alcune sollecitazioni giunte in particolare dalla Ugl. Il fondo istituito con la legge di bilancio dovrebbe favorire, principalmente, la partecipazione azionaria. Da non dimenticare, poi, la conferma dell’aliquota del 5% degli accordi collettivi di produttività, con plafond a 4mila euro in caso di adozione di strumenti partecipativi. Intanto, però, si muovono le grandi imprese. L’ultima iniziativa è stata quella presa da Eni che ha assegnato oltre tre milioni di azioni gratuite ai propri dipendenti, con un tasso di adesione al 95% tra gli oltre 22mila interessati. Il controvalore stimato è di 2mila euro per dipendente, con un periodo di mantenimento di almeno tre anni, durante i quali le azioni non potranno essere cedute. Nel 2026, il meccanismo cambia con un’assegnazione aggiuntiva di azioni gratuite pari al 50% di quelle acquistate per un controvalore massimo di mille euro, sempre per dipendente.