Le condanne di Giorgia Meloni e Matteo Salvini per le violenze. E ora la maggioranza potrebbe accelerare sul ddl sicurezza

E ora, come riferiscono alcuni organi di informazione, la maggioranza potrebbe accelerare sul ddl sicurezza all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato. Gli scontri e le violenze di sabato (contro la polizia) che si sono registrate durante le manifestazioni a Roma e Bologna per la morte di Ramy Elgaml, il 19enne deceduto a novembre al Corvetto, Milano, nell’ambito di un inseguimento dei carabinieri, sono state al centro del dibattito politico nel fine settimana. Fatti che, come alla fine osservato anche dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo gli attacchi in centro e alla sinagoga, hanno portato solo devastazione. Non è un caso, allora, se il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta l’indomani degli scontri a Roma: «Tra bombe carta, fumogeni e aggressioni – ha affidato ai social Meloni il suo pensiero al riguardo –, ieri sera a Roma abbiamo assistito all’ennesimo, ignobile episodio di disordine e caos ad opera dei soliti facinorosi scesi in piazza non per manifestare per una causa, bensì per puro spirito vendicativo. Non si può utilizzare una tragedia per legittimare la violenza. Alle Forze dell’Ordine va la nostra solidarietà, insieme agli auguri di pronta guarigione agli agenti feriti. Siamo dalla vostra parte». Dello stesso avviso, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini. «Criminali rossi – ha scritto il leader della Lega su X – assaltano le Forze dell’Ordine a Roma e vandalizzano la sinagoga di Bologna. Sono circa diciotto gli agenti rimasti feriti, ai quali va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Scene indegne e vergognose. Sempre dalla parte di donne e uomini in divisa». Dall’opposizione, la segretaria dem, Elly Schlein, dopo le condanne per gli atti di violenza, ha attaccato la destra: «La smetta di fare politica su queste violenze e sostenga invece i sindaci nel contrastarle, gli stessi sindaci cui chiedono di garantire sicurezza proprio mentre tagliano miliardi di euro agli enti locali». Oltre all’accelerazione, possibile, sul ddl sicurezza, alcuni giornali riferiscono di una possibile stretta da parte del Viminale al fine di evitare il ripetersi di episodi dello stesso tenore. Nello specifico, il piano del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, potrebbe intervenire su due aspetti, quello relativo all’immigrazione (in materia di espulsioni e rimpatri) e quello relativo al contrasto e alla prevenzione alle violenze di piazza e nei confronti di chi prende di mira le forze dell’ordine. «I disordini e gli attacchi alle Forze di Polizia che negli ultimi due giorni si sono verificati in varie città italiane – era stata la posizione di Piantedosi diffusa in una nota – dimostrano, ancora una volta, l’esistenza e la pericolosità di soggetti organizzati che strumentalizzano ogni tema, fatto o episodio, perfino una dolorosa tragedia come quella del giovane Ramy, soltanto per seminare violenza. Queste aggressioni devono essere condannate da tutti, senza indecisioni o speciosi distinguo».