Ma resiste il nodo delle opposizioni: così il Rapporto presentato al ministero della Salute
Il 2024 ha segnato livelli record per i trapianti in Italia, registrando numeri senza precedenti sia per le donazioni di organi che per gli interventi eseguiti. Secondo il Rapporto sulle donazioni e i trapianti presentato oggi dal ministro della Salute Orazio Schillaci e dal direttore del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin, le donazioni di organi hanno raggiunto quota 2.110, evidenziando un incremento del 2,7% rispetto al 2023, mentre i trapianti eseguiti sono stati 4.692, vale a dire 226 in più rispetto all’anno precedente. I trapianti di rene, è stato spiegato, si confermano i più numerosi, arrivando a 2.393 (+6,6% sul 2023). Spicca inoltre la crescita significativa dei trapianti di cuore, saliti a 418 (+13%), mentre i trapianti di fegato sono stati 1.732 (+1,8%). In controtendenza quelli di polmone, calati da 188 a 174, mentre restano stabili i trapianti di pancreas (36). Per quanto riguarda le donazioni, nel 2024 il tasso nazionale è salito a 30,2 donatori per milione di persone, superando per la prima volta la soglia dei 30 e posizionando l’Italia ai vertici europei. Tra le Regioni, primeggiano la Toscana (49,4 donatori per milione di persone), l’Emilia-Romagna (45,5) e il Veneto (44,7). Anche le donazioni e i trapianti di cellule staminali emopoietiche da non consanguinei hanno raggiunto livelli record, rispettivamente a 410 e 1.095. Il Rapporto ha messo tuttavia in luce l’aumento del numero di persone che nelle pratiche di rilascio della carta d’identità elettronica ha preferito registrare “no” ad un’eventuale donazione di organi dopo la morte.