Ieri arrestata e poi rilasciata la leader dell’opposizione

Nicolás Maduro si insedia per un terzo mandato di sei anni alla guida del Venezuela tra le proteste di piazza organizzate dalle opposizioni, che contestano la vittoria elettorale di fine luglio 2024, caratterizzata da brogli, ritenuti tali anche da gran parte della comunità internazionale (il candidato Edmundo Gonzalez Urrutia si è definito più volte il vincitore delle elezioni, dunque il presidente eletto). A causa delle tensioni, il regime ha deciso di chiudere i confini del paese con la Colombia per tre giorni, proprio in occasione della cerimonia di insediamento di Maduro. «Abbiamo informazioni su un complotto internazionale per disturbare la pace dei venezuelani e ordiniamo, su istruzioni del presidente Nicolás Maduro, la chiusura della frontiera con la Colombia», ha fatto sapere Freddy Bernal, governatore regionale di Tachira. Nella giornata di ieri, alla vigilia delle cerimonie, la leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado, è stata arrestata e poi liberata nell’ambito di una protesta a Caracas, secondo quanto riferito dal suo staff. Alla manifestazione anti-regime hanno preso parte centinaia di persone, con bandiere venezuelane, che chiedono un paese libero dal regime. Da tempo il Venezuela è alle prese con una profonda crisi economica e sociale. Nelle ultime ore anche il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto sul suo social Truth sulla situazione nel paese sudamericano, definendo i leader dell’opposizione venezuelana «combattenti per la libertà». Durante il suo primo mandato, Washington inasprì le sanzioni ai danni del regime di Caracas.