di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

È in atto un’accelerazione, sia dal punto di vista dei lavori parlamentari, che da quello del sostegno economico, sull’attuazione della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, uno strumento di democrazia economica e di sviluppo che l’Ugl da sempre considera un proprio obiettivo prioritario. In Parlamento, infatti, dopo alcuni rallentamenti avvenuti negli ultimi mesi, stanno rientrando nel vivo i lavori sul progetto di legge AC 1573, «La partecipazione al lavoro. Per una governance d’impresa partecipata dai lavoratori», con relatori Malagola, di FdI, e Cavandoli, Lega, attraverso la discussione degli emendamenti volti a perfezionare il testo. Sono state già approvate alcune modifiche per sostenere la promozione e l’incentivazione della partecipazione dei lavoratori e per rafforzare in quest’ambito il ruolo delle Parti Sociali e la prossima settimana verranno esaminate altre proposte di modifica, che potrebbero anche essere arricchite anche da nuove disposizioni per armonizzare il testo con la legge di bilancio, dato che nella manovra è stata disposta una dotazione specifica per dare slancio alla democrazia economica, attraverso un fondo, gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ammonterà ad una cifra, tanto cospicua quanto superiore alle aspettative, pari a 70 milioni di euro per il 2025 e ulteriori 2 milioni già stanziati per il 2026, destinati in particolare agli incentivi fiscali per favorire la partecipazione. Si prevede, comunque, un iter legislativo scorrevole per questa proposta di legge, che approderà in Aula a fine mese, a conferma della volontà di Governo e Parlamento di tradurre finalmente in realtà il principio partecipativo, superato quell’impasse politico-ideologico che lo aveva fatto rimanere per quasi ottant’anni sulla Carta. Passi avanti molto apprezzabili per un sindacato, come l’Ugl, che fin dalla propria fondazione considera quella per l’attuazione dell’articolo 46 della Costituzione una propria battaglia fondamentale. Allora argomento di nicchia, osteggiato e sminuito da parte della politica e del mondo sindacale, che ora, invece, è diventato un tema ampiamente condiviso, considerando, ad esempio, che la legge in esame si basa sulla riformulazione di un’iniziativa popolare presentata dalla Cisl, ed anche in fase di concreta attuazione, come dimostra la dotazione in finanziaria. I tempi, finalmente, sembrano maturi per la realizzazione di uno strumento da sempre giusto ed ora, in tempi di digitalizzazione e globalizzazione, ancora più utile per rafforzare il legame fra imprese e lavoratori e garantire la creazione di un ambiente di lavoro nel quale se da un lato vengono valorizzate le esigenze, economiche e non solo, dei lavoratori attraverso la loro integrazione nei processi decisionali, dall’altro viene garantita maggiore efficienza e produttività.