Nel 2023 produttività del lavoro in caduta: -2,5% Lo evidenzia l’Istat nel suo report “Misure di produttività – Anni 1995-2023”

A fronte di un dato positivo da considerare – il tasso di disoccupazione dell’Italia tra i più bassi in Europa, insieme alla Spagna, registrato a settembre 2024 – ce n’è un altro di cui tenere conto, riferito ad un periodo di tempo diverso e notoriamente punto debole della nostra economia. Secondo il report Istat “Misure di produttività – Anni 1995-2023”, diffuso oggi, la produttività del lavoro ha visto una «forte riduzione» del 2,5%, relativa a tutti i settori, industria inclusa, che segue un lungo periodo di crescita lenta, con un incremento medio dello 0,5% tra il 2014 e il 2023. La media europea ha visto una crescita della produttività del lavoro dell’1,1%. Il calo, effetto di un aumento delle ore lavorate maggiore del valore aggiunto, è spiegato anche dalla riduzione della produttività totale dei fattori (Ptf, -2,5% nel 2023) che riflette il progresso tecnico, i cambiamenti nella conoscenza e le variazioni nell’efficienza dei processi produttivi. Nello stesso periodo, la crescita media annua della produttività del lavoro in Italia (+0,4%) è stata decisamente inferiore a quella sperimentata nel resto d’Europa (+1,5% nell’Ue27). Vicina alla media europea, ci sono Francia (+1,0%) e Germania (+1,3%), mentre la Spagna registra un tasso di crescita del +0,5%, di poco superiore a quello dell’Italia. Il divario rispetto alle altre economie europee è risultato particolarmente ampio in termini di evoluzione del valore aggiunto: in Italia, la crescita media annua è stata dello 0,9%, inferiore a quella della media Ue27 (+1,8%). Le ore lavorate, al contrario, hanno registrato variazioni complessivamente più limitate: stazionarie in Germania, +0,5% in Italia e +0,8% in Francia.