Conferenza stampa di inizio anno del presidente del Consiglio: «Liberazione di Cecilia Sala l’emozione più grande da quando sono a Palazzo Chigi»

L’emozione per la liberazione di Cecilia Sala («Non ho provato un’emozione più grande da quando sono a Palazzo Chigi»). I rapporti con Donald Trump e con Elon Musk. L’obiettivo di «arrivare alle prossime elezioni con la riforma del premierato approvato ed una legge elettorale tarata su questo». E poi l’annuncio: alla guida del Dis, al posto della dimissionaria Elisabetta Belloni, «andrà il prefetto Vittorio Rizzi, funzionario di Stato di prim’ordine». Tanti gli argomenti trattati oggi dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella sua annuale conferenza stampa. Un confronto con la stampa durato circa due ore e mezzo. «Non ci sono cose che sono rimaste al palo – ha rivendicato Meloni in chiusura di conferenza –: taglio del cuneo, aliquote, decontribuzione, tasse. Ci siamo concentrati sulla messa in sicurezza dei redditi che non potevano farcela e le poche risorse che avevamo sui redditi bassi. Sicuramente va dato un segnale al ceto medio a cui non è stato dato fino ad ora». «Abbiamo fatto una riforma fiscale e cercheremo di fare dei passi graduali e, risorse permettendo, credo quest’anno un’attenzione vada data al ceto medio». Il premier ha parlato anche dei centri migranti in Albania: «A me pare che le sentenze della Cassazione diano ragione al governo. La Cassazione dice che spetta al governo stabilire quali siano i paesi sicuri e che conseguentemente il giudice non possa sistematicamente disapplicare il trattenimento dei migranti che arrivano, ma può invece motivare il caso specifico». «Per quello che ci riguarda, quindi – ha sottolineato allora Meloni –, i centri in Albania sono pronti per essere operativi. Abbiamo un dispositivo pronto a partire in qualsiasi momento. Fortunatamente lo scorso anno gli sbarchi sono diminuiti del 60% e negli ultimi giorni si sono quasi azzerati. Però i centri sono pronti ad essere attivati». Capitolo rimpasto di governo, ventilato nei giorni scorsi da diversi giornali. «Non sono tendenzialmente favorevole», ha tagliato corto il presidente del Consiglio. «Questo – ha ricordato – è già il settimo governo per longevità e proseguiremo per questa strada». Salvini, ha quindi aggiunto, «sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, ma ne abbiamo già uno, ottimo, Matteo Piantedosi». Mentre sulla possibilità di dimissioni di Daniela Santanchè, Meloni ha risposto che «valuteremo al momento e ne parlerò con lei». Riguardo le recenti indiscrezioni, peraltro già smentite da Palazzo Chigi, su un possibile accordo da 1,5 miliardi di euro per la fornitura in Italia di servizi di telecomunicazione sicuri attraverso i satelliti di Starlink, Meloni ha spiegato di non averne mai parlato con Musk. «Non è mio costume usare il “pubblico” per fare favori agli amici. Questo è un dibattito sulla sicurezza nazionale, rispetto a Starlink non ci sono alternative pubbliche per l’Italia e l’UE».