Quando si pensa (o si parla) della fine delle vacanze, l’ansia è l’emozione prevalente per il 45% degli studenti
Archiviate le vacanze natalizie, gli studenti italiani hanno fatto ritorno tra i banchi di scuola. E per molti il rientro è stato condizionato da uno stato d’animo che non è dei migliori: ansia, attacchi di panico connessi al percorso didattico, sconforto e assenza di stimoli sono tra i sentimenti più diffusi. Lo sostiene un’indagine condotta dal portale Skuola.net, coinvolgendo 2.800 alunni delle scuole superiori e delle università. Quando si pensa (o si parla) della fine delle vacanze, l’ansia è l’emozione prevalente per il 45% degli studenti. Il 15% parla di sconforto, di assenza di stimoli. Il 12% vorrebbe proprio scappare via e andare altrove, per non affrontare la situazione. Mentre l’8% prova soprattutto collera. Soltanto uno su cinque si è confessato tranquillo, possibilista o contento. In tanti, sei su dieci, sostengono che il malessere li accompagni durante tutto l’anno scolastico. Una quota analoga confessa attacchi di panico. Il “mal di scuola” con varie sfumature tocca oltre otto giovani su dieci. Dall’indagine emerge così che solo quattro studenti su dieci si sentono a proprio agio il più delle volte tra le mura scolastiche o universitarie. Di contro, per la maggior parte di loro questa serenità si palesa raramente (47%) o addirittura mai (14%). A incidere è anche il contesto: il 71% degli intervistati dice di essere poco o addirittura mai sostenuto dai propri docenti, mentre il 45% assegna un giudizio negativo al livello di benessere nelle relazioni interpersonali con i compagni di classe o di corso. «Purtroppo la nostra scuola sta normalizzando qualcosa che normale non è: la crescita consistente del disagio psico-fisico degli studenti connesso con la frequenza della scuola o dell’università. Un malessere che di norma colpisce sei studenti su dieci e che prima di rientrare alle normali attività raggiunge il suo picco: ben otto su dieci provano sentimenti negativi quando tornano a sedersi tra i banchi», dice il direttore di Skuola.net, Daniele Grassucci, commentando i risultati dell’indagine. «A questo disagio non sono estranei rapporti interpersonali con docenti e compagni di classe, sempre meno profondi e, quindi, incapaci di generare quella serenità che invece dovrebbe essere parte di un contesto educativo. Con il fatto di essere valutati che rappresenta un profondo disagio per il 64% degli studenti intervistati», conclude.