Il presidente eletto insiste anche su Groenlandia e Canale Panama
Sono solo provocazioni o c’è molto altro? Nella conferenza stampa tenuta ieri nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, è arrivato a non escludere l’uso della forza militare per riprendere il controllo del Canale di Panama e annettere la Groenlandia, minacciando inoltre dazi alla Danimarca. Entrambe sono pedine che Trump ritiene fondamentali in termini di sicurezza per gli Stati Uniti. Inoltre ha ribadito l’idea di rendere il Canada il 51esimo Stato americano, essendo il paese confinante dipendente da Washington sotto diversi punti di vista, compreso quello militare. Tutti, dal Canada alla Danimarca, passando per Panama, rispondono che le ipotesi avanzate dal presidente eletto sono impossibili. Ma Trump ha abituato i suoi interlocutori alla voce grossa, talvolta alzando l’asticella oltre determinati limiti, allo scopo di ottenere risultati più in linea con la realtà. Nella conferenza stampa di ieri, Trump ha parlato anche della situazione in Medio Oriente. Ribadendo un concetto che aveva già avuto modo di esprimere nelle scorse settimane: se Hamas non libererà gli ostaggi ancora in mano da ottobre 2023 entro il giorno del suo insediamento si scatenerà «l’inferno in Medio Oriente» e «non sarà un bene per Hamas e per nessuno». Capitolo Nato, tra i più delicati considerati anche gli attuali scenari di guerra: i paesi dell’Alleanza atlantica dovranno pagare il 5% del Pil per la Difesa.