Tasso di riempimento al 70%, contro l’86% di un anno fa

Continuano a scendere le scorte europee di gas, soprattutto a causa dell’ondata di freddo che sta interessando gran parte del continente, soprattutto nel Nord Ovest, dove le temperature stanno viaggiando al di sotto delle medie stagionali degli ultimi dieci anni, comportando un forte calo del tasso di riempimento, sceso al 70%, dall’86% di un anno fa. Al contrario, in Italia le scorte si presentano ad oggi ad un tasso superiore rispetto alla media, con un riempimento del 77,9%. Per quanto riguarda i prezzi, a disegnare un quadro della situazione è stato il presidente dell’Arera, Stefano Basseghini, nel corso di un’intervista rilasciata a Rtl 102.5, secondo il quale nell’arco dei prossimi mesi le famiglie potrebbero assistere ad aumenti delle bollette nell’ordine del 9 o 10%. «L’andamento dei prezzi del gas, in questo momento, è relativamente stabile dopo essere cresciuto abbastanza e siamo arrivati intorno ai 50 euro per megawattora», ha spegato Basseghini, aggiungendo che «adesso sono un po’ scesi, proprio per effetto dell’annuncio legato al trasporto del gas attraverso l’Ucraina». Per il presidente dell’Arera, l’Italia si trova di fronte ad «una situazione delicata, non delle crescite confrontabili con quelle che sperimentammo nel 2022 con forse dei prezzi ben oltre i 100 euro al megawattora o anche più alto, con una situazione che naturalmente dipende dall’inverno, perché è un indicatore forte di consumo, che noi possiamo un po’ controbilanciare con un po’ di attenzione al consumo».