La famiglia della giornalista chiede il silenzio stampa per scongiurare di complicare ulteriormente la vicenda
Ulteriori sviluppi sul caso di Cecilia Sala, la giornalista arrestata a Teheran il 19 dicembre e detenuta nel carcere, dove il regime iraniano tiene in custodia gli oppositori politici, in condizioni inaccettabili: Sala è in isolamento, costretta a dormire sul pavimento con la luce accesa 24 ore su 24. Il governo ha accolto la richiesta dell’opposizione, autorizzando il sottosegretario Alfredo Mantovano a comunicare al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, i dettagli della vicenda – l’appuntamento è fissato per il 6 gennaio, alle 14 –, legata a doppio filo all’arresto su richiesta degli Stati Uniti di Mohammed Adebini, l’ingegnere svizzero-iraniano, avvenuto il 16 dicembre, a Malpensa (attualmente in carcere – il procuratore generale ha respinto la richiesta di domiciliari –, l’uomo è accusato di cospirazione per aver trafugato componenti elettronici dagli Usa all’Iran, poi girati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, considerato un gruppo terrorista dagli States, che li avrebbero usati per costruire i droni che avrebbero ucciso tre marines in Giordania, a gennaio 2024). La vicenda si è ritagliata ampio spazio nelle cronache quotidiane, come inevitabile che fosse, adesso però la famiglia Sala – ieri la madre della giornalista ha incontrato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – ha chiesto il silenzio stampa per evitare di complicare ulteriormente il caso.