Arriva intanto il raddoppio delle assunzioni fra gli ispettori del lavoro per il 2025
Neanche il tempo di metabolizzare il via libera del Parlamento alla legge di bilancio che già incomincia quello che si potrebbe definire il secondo tempo. Se, infatti, il provvedimento è destinato a produrre i suoi effetti allo scoccare della mezzanotte fra il 31 dicembre e il 1° gennaio, una parte importante degli interventi presenti nel testo produrranno i loro effetti soltanto successivamente alla pubblicazione dei decreti attuativi da parte dei ministeri interessati o delle circolari esplicative, in particolare dell’Inps o dell’Agenzia delle entrate. Sono oltre cento i decreti attesi per 1,8 miliardi di euro da sbloccare, mentre su altre misure, ad iniziare dal taglio del cuneo fiscale non serviranno ulteriori adempimenti, in quanto in linea con le previsioni adottate nelle precedenti leggi di bilancio. Nessun decreto attuativo neanche sul versante della previdenza, in particolare sugli strumenti per le uscite anticipate con Opzione donna, Quota 103 e Ape sociale. All’indomani del voto del Senato, i leader delle quattro forze sindacali maggiori, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno confermato la loro posizione, con Sbarra e Capone soddisfatti e Landini e Bombardieri, viceversa, più critici, nonostante gli ulteriori miglioramenti apportati, con, ad esempio, il raddoppio delle assunzioni fra gli ispettori del lavoro e l’istituzione del fondo per le famiglie di vittime di infortuni sul lavoro.