Ma scende quella dei consumatori

A un mese dalla chiusura del 2024 l’Istat ha registrato andamenti contrastanti per il clima di fiducia, con quello delle imprese che è tornato a crescere, nonostante differenze sostanziali tra i diversi settori, mentre la fiducia dei consumatori ha riportato un calo. Nel primo caso, le rilevazioni mostrano un aumento dell’indice da 93,2 a 95,3 punti trainato soprattutto dai servizi. Nei servizi di mercato, infatti, l’indice registra un incremento significativo, passando da 93,9 a 99,6, mentre nel commercio al dettaglio l’aumento è più contenuto, da 106,8 a 106,9. Al contrario, nei settori industriali si evidenzia una flessione: nella manifattura l’indice cala da 86,5 a 85,8, riflettendo un miglioramento delle attese di produzione ma un peggioramento dei giudizi sugli ordini e sulle scorte; nelle costruzioni si osserva una diminuzione da 101,5 a 100,9, con un peggioramento di entrambe le componenti principali dell’indicatore. Come già visto, tra i consumatori l’indice del clima di fiducia è sceso leggermente, passando da 96,6 a 96,3. Questo calo riflette un peggioramento delle aspettative sulla situazione economica del Paese e sulla disoccupazione, influenzando così il clima economico (da 97,8 a 96,1) e quello futuro (da 93,8 a 93,3). In controtendenza, il clima personale ha registrato un lieve aumento (da 96,2 a 96,4), mentre il clima corrente è rimasto sostanzialmente stabile (da 98,7 a 98,6).