Gli effetti della sentenza Ue, mentre in Italia si parla di qualificazione della professione
Si tratta di una sentenza destinata a far discutere, mentre in Italia ci si interroga su come valorizzare la figura della assistente familiare nell’ambito del lavoro domestico. La Corte di giustizia europea, con la sentenza sulla causa C-531/23, ha stabilito che anche per colf e badanti è necessario misurare compiutamente la durata oraria del rapporto di lavoro, per cui il datore di lavoro, che è una famiglia, deve dotarsi di un sistema che consenta la timbratura. Ciò per evitare contestazioni presenti e future circa l’effettiva durata dell’attività professionale svolta. A questo punto, i singoli Stati dovranno adeguare le normative nazionali agli effetti di tale sentenza, una spinta in più per arrivare ad una riforma più complessiva del lavoro domestico, una richiesta che emerge anche dalla lettura del documento di osservazioni e proposte sulla qualificazione del rapporto di lavoro delle assistenti familiari, appena licenziato dal Cnel. Sempre in questi giorni, ministero e regioni stanno ragionando sui contenuti delle linee guida per le attività formative per gli assistenti familiari. Il documento è ormai pronto e dovrebbe quindi iniziare a produrre i propri effetti con l’anno nuovo. La formazione delle assistenti familiari dovrebbe avere, orientativamente, una durata di cento ore, comprensive delle 32 in materia di salute e sicurezza; prevista anche l’istituzione di appositi albi regionali.