di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL
Da domani, 18 dicembre, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), voluto dal governo e dal ministro del Lavoro Marina Calderone, si trasformerà in un innovativo mercato del lavoro, mirato ad una maggiore inclusione sociale e lavorativa, perché si aprirà a lavoratori e imprese, accorciando le attuali, cospicue, distanze che esistono tra domanda e offerta di lavoro. Chiunque, infatti, potrà caricare il proprio curriculum sulla piattaforma avanzata Siisl, ideata e progettata dal ministero del Lavoro e gestita dall’Inps, e navigare tra le offerte di formazione e di lavoro disponibili. Le imprese, a loro volta, potranno inserire le proprie ricerche di personale. Una innovazione assolutamente inedita per l’Italia, che amplierà il raggio d’azione del Siisl, partito inizialmente come strumento per attivare percorsi personalizzati a favore dei beneficiari delle nuove misure di inclusione sociale e lavorativa, come il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e l’Assegno di Inclusione (ADI). Senza dimenticare che, dal 24 novembre, il sistema ha accolto anche i nuovi percettori di Naspi e Discoll, supportandoli nella ricerca di nuove opportunità occupazionali e formative.Come sindacato che, tra le sue battaglie, vanta l’attenzione massima sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione, l’UGL saluta con grande favore l’apertura della piattaforma a cittadini e imprese come un segnale importante verso una strategia più inclusiva e accessibile. Siamo di fronte ad un deciso, ulteriore, cambio di passo da parte dell’attuale governo in controtendenza rispetto alle misure assistenziali del passato, il cui esito fallimentare è evidente agli occhi di tutti. Il Siisl è uno strumento che va nella direzione giusta, soprattutto in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni innescate dal progresso tecnologico e dalle transizioni in atto. Un progetto ambizioso, che va sostenuto perché diretto a raggiungere una platea di 25 milioni di lavoratori e con il quale, inoltre, saranno rafforzate le politiche attive nel nostro Paese, contribuendo, appunto, a superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. In tal prospettiva, è cruciale ridare centralità a percorsi formativi personalizzati in grado di colmare i gap esistenti e intercettare, così, la domanda di nuove professioni da parte delle imprese. I numeri forniti dal presidente dell’Inps Fava sono incoraggianti: oltre 2,2 milioni di cittadini censiti, più di 63mila corsi di formazione pubblicati, oltre 332mila posizioni lavorative segnalate, più di 40mila assunzioni avviate. L’Ugl è disponibile a collaborare e, in tal senso, auspica la prosecuzione del dialogo fra Governo e parti sociali per monitorare costantemente tale importante strumento e renderlo universale nonché funzionale al rilancio dell’occupazione nel nostro Paese.