Ripresi i lavori in Commissione. Ieri l’intervento di Meloni ad Atreju: «Il 2025 sarà l’anno delle riforme, arriveremo compatti a fine legislatura»

Sono ripresi oggi i lavori della commissione Bilancio con l’esame della manovra: l’obiettivo è chiudere domani, per poi mandare il testo in Aula mercoledì. E sono proprio le tempistiche strette le ragioni per cui le opposizioni (nello specifico Pd, M5s, Iv e Avs) sono tornate nelle scorse ore all’attacco della maggioranza, chiedendo in una lettera al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, di bloccare le modifiche presentate, ritenute troppe e troppo variegate – sostengono – per essere valutate nel poco spazio prospettato. Tuttavia, Fontana ha ricordato che non è la prima volta che succede e che le opposizioni hanno a disposizione tutti i mezzi per intervenire. Dunque sulla manovra si procede spediti verso il traguardo, il governo intende chiudere in tempo utile. Intanto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tracciato quelli che sono i risultati attesi il prossimo anno. Parlando ieri davanti alla platea di Atreju, in chiusura della tradizionale kermesse di Fratelli d’Italia al Circo Massimo, da Meloni non sono arrivate solo le risposte alle critiche della sinistra – riprese in lungo e in largo dai giornali –, ma soprattutto i “buoni propositi” di governo e maggioranza in vista del 2025. Che secondo Meloni dovrà essere l’anno delle riforme. «Ci vorrà molta pazienza – ha affermato –, ma faremo tutto quello che va fatto. Andremo avanti sul premierato, madre di tutte le riforme, su autonomia differenziata, riforma fiscale e riforma della giustizia». Quanto alla tenuta della coalizione di centrodestra nessun dubbio, nonostante qualche divergenza tra alleati emersa di recente: «Arriveremo compatti alla fine del governo e oltre. Tutti quelli che sperano che qualcuno metterà davanti il proprio personale destino, rimarranno delusi e deludere la sinistra è il nostro sport preferito. Non mettiamo mai la fazione prima della Nazione. L’occasione è ora e non permette passi incerti e tentennamenti. Ma io sono certa che siamo all’altezza del compito, che l’Italia è all’altezza del compito». Sempre dal palco di Atreju, Meloni ha inoltre annunciato che si dimetterà da presidente dell’Ecr, il gruppo dei Conservatori e dei riformisti europei, lanciando la candidatura di Mateusz Morawiecki per la successione: «Penso di aver assolto il mio compito. Questa splendida comunità merita un presidente che possa occuparsene a tempo pieno, con maggiore energia».