I servizi tengono grazie al turismo, ma cresce l’incertezza

L’economia italiana, ma anche l’Eurozona in generale, sta affrontando un’ormai prolungata fase di incertezza economica, caratterizzata da un forte frenata del settore industriale, un’inflazione che rallenta meno che in passato e una fiducia in calo tra imprese e consumatori. Nonostante segnali positivi in alcuni settori, come il turismo, il quadro generale resta debole, con prospettive di crescita limitate e una ripresa che fatica a consolidarsi. È, in sostanza, quanto emerge dall’ultima congiutura del Centro studi di Confindustria. Come anticipato, il turismo continua a sostenere i servizi, con la spesa degli stranieri in Italia in crescita (+6,9% a settembre), ciononostante, i segnali per il quarto trimestre sono contrastanti: se a ottobre il fatturato dei servizi è aumentato, il PMI di novembre è sceso in area di contrazione (49,2) e la fiducia delle imprese si è indebolita. Peggio va nell’industria: a ottobre, la produzione è rimasta invariata ma è scesa su base annua del 3,6%, con settori come auto (-34,5%) e articoli in pelle (-17,2%) particolarmente colpiti. Nonostante un rimbalzo nel fatturato a ottobre, il PMI manifatturiero di novembre è ulteriormente sceso (44,5). Sul fronte dei consumi, l’ufficio studi segnala che il terzo trimestre ha visto una crescita inaspettata (+1,4%), sostenuta da fattori come redditi in aumento e inflazione ridotta. Tuttavia, nel quarto trimestre emergono segnali di debolezza, con il calo della fiducia delle famiglie e delle vendite al dettaglio (-0,8% a ottobre). Sull’export pesa la domanda estera fiacca, in particolare verso Cina e USA, e un contesto globale poco favorevole.