Casa, mercato ancora incerto ma con vitalità. Due i fattori da cui dipende lo «scongelamento» della domanda: stipendi e accesso al credito

Il mercato immobiliare potrebbe essersi lasciato alle spalle la fase ciclica più problematica, ma alcuni nodi strutturali irrisolti ne condizionano ancora le prospettive di crescita. Ciò è quanto emerge dal 3° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2024 realizzato da Nomisma che ha analizzato le performance immobiliari dei 13 principali mercati italiani. Si tratta di primi segnali di vitalità, dopo il periodo di appannamento riconducibile agli effetti del progressivo inaridimento del canale creditizio a sostegno degli acquisti di abitazioni. La possibilità di scongelamento di una quota di domanda e la conseguente spinta al mercato dipendono da due fattori: da una parte, la tenuta dei redditi delle famiglie e, dall’altra, il ripristino di condizioni di accesso al credito meno prudenti e selettive. Nonostante su tali fronti il quadro rimanga ancora incerto, «la recente crescita, seppur lieve, di intenzionalità e transazioni consente di delineare uno scenario nuovamente espansivo». Ma a una ripresa delle compravendite fa riscontro una frenata dei prezzi. La variazione annua dell’incremento medio dei prezzi è pari al +1,7% per le abitazioni in ottimo stato di conservazione e al +1,5% per quelle in buono stato. Per le locazioni, «il sovraffollamento che si è venuto a determinare sul segmento della locazione ha impresso un’ulteriore accelerazione ai canoni, che sono cresciuti quasi ovunque con intensità ampiamente superiore al 3% annuo». Quanto ai tempi, per una trattativa di vendita dell’abitazione occorrono in media 5 mesi. Per la locazione, invece, i tempi si sono dimezzati arrivando a stabilizzarsi mediamente sotto i 2 mesi.