Macron e Barnier, il declino di un paradigma politico

Che succede in Francia? Le agenzie di stampa ormai parlano non solo di una mozione di censura, che è come la nostra mozione di sfiducia, alla manovra finanziaria 2025, ma di una vera e propria «bufera sociale» che si sta abbattendo sul governo Barnier. Tanto che, quest’ultimo, parlerà stasera ai tg delle 20 su TF1 (emittente privata) e France 2 (emittente pubblica). Le mozioni di sfiducia nei confronti del primo ministro francese Michel Barnier, presentate dal Nuovo Fronte Popolare e dal Rassemblement National (RN), saranno discusse domani dall’Assemblea nazionale e possono staccare la spina dell’esecutivo. Con quali conseguenze? Con l’eventuale caduta del premier, dopo appena due mesi al potere, a rischio è anche il futuro presidente Macron. Ecco perché, nel frattempo, il presidente francese avrebbe iniziato a valutare profili politici potenzialmente adatti a succedere allo stesso Michel Barnier. Ma “la piazza” sarà d’accordo? Circa 500 taxi hanno manifestato stamattina vicino all’Assemblée Nationale, sede della Camera dei deputati di Parigi, così come a Lione e in altre città, contro il taglio delle tariffe per il trasporto sanitario dei malati. Gli agenti della pubblica amministrazione hanno indetto per giovedì una giornata di azione e i sindacati un maxi-sciopero, dopo le manifestazioni dei ferrovieri e degli agricoltori, questi ultimi anche sull’accordo Mercosur. Giovedì in Francia sono previste decine di manifestazioni su appello del movimento intersindacale, in particolare a Parigi. Nonostante le concessioni fatte da Barnier al RN, sarà proprio il Rassemblement National, con una mozione distinta da quella del Nuovo Fronte Popolare della gauche, a decretare insieme alle sinistre la fine di un governo che non rispecchiava, ancora una volta, il voto dei francesi.