Più spesa con forti differenziazioni territoriali e diffusa carenza di personale
Spesa sociale in crescita, anche se permangono differenziazioni, anche molto marcate, fra i diversi territori, spesso uscendo dalla tradizionale dicotomia fra Nord e Sud d’Italia. È questo, in sintesi, il messaggio che arriva dalla presentazione del rapporto 2024 dell’Osservatorio sui servizi sociali del Cnel, presentato nella giornata di ieri e disponibile sul sito istituzionale del Cnel stesso. La ricerca, realizzata con il contributo di Istat e dell’Università di Bologna e la partecipazione attiva, fra gli altri, dei rappresentanti di Cisl, Ugl, Cgil e Uil, permette di apprezzare quanto succede in Italia sul versante delle politiche sociali, con una capacità di analisi che scende fino all’ambito territoriale sociale. Il rapporto, che è accompagnato da un quaderno di approfondimento che contiene gli atti di un seminario cui hanno partecipato Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Banca d’Italia, Inapp e Sogei, offre uno spaccato del contesto in cui operano i servizi sociali comunali. Fra gli elementi di maggiore evidenza, la ridotta interazione fra gli ambiti territoriali sociali, le aziende sanitarie e i centri per l’impiego: soltanto nel 4% dei casi, i servizi assistenziali interagiscono contemporaneamente con quelli sanitari e con quelli per il lavoro. Resta, infine, l’altro grande ostacolo rappresentato dalla carenza di personale, ad iniziare dalle assistenti sociali.